gli arabi in sicilia_0Numerosi soci unitrini, in un’aula affollata, giovedì 19 febbraio hanno ascoltato, in attento ed interessato silenzio, una relazione presentata dal nostro Socio benemerito Ugo Passanisi, appassionato cultore di storia, con particolare attenzione ad argomenti riguardanti la Sicilia, e già noto per analoghi studi e ricerche presentati in passato ai nostri soci.

gli arabi in sicilia_3Il relatore ha affrontato l’argomento iniziando con un breve excursus sulle vicende storiche delle numerose etnìe che hanno popolato la Sicilia dalle origini fino a giungere all’inizio del IX° secolo d.C. quando un insieme di fortuite circostanze portò i Saraceni che avevano già occupato l’Africa settentrionale e buona parte della penisola iberica ad invadere la nostra Isola con una sanguinosa guerra di conquista durata ben 138 anni.

Il relatore ha quindi messo in evidenza come, una volta riparati i danni e la decimazione della popolazione conseguente al lungo conflitto, nel corso della loro lunga dominazione, durata ben 264 anni, gli Arabi radicatisi nell’isola ne avessero rivoluzionato profondamente la natura della popolazione e del territorio, la toponomastica e perfino il carattere e la lingua dei suoi abitanti con l’introduzione di nuove colture prima sconosciute in Sicilia, della razionale ricerca e sfruttamento delle risorse idriche, di nuovi metodi e strumenti di coltivazione della terra, e perfino del mare con la costruzione delle tonnare, con lo sviluppo dei commerci, dell’artigianato e dell’architettura urbana e contadina.

Il relatore ha evidenziato come dell’enorme patrimonio architettonico creato dagli arabi, che aveva fatto di Palermo per bellezza e splendore una seconda Cordova, oggi rimanga ben poco a causa delle distruzioni provocate dagli eventi sismici e dalle invasioni successive alla dominazione araba.

gli arabi in sicilia_2gli arabi in sicilia_1Particolare interesse ha poi sollevato la descrizione di come la cucina isolana abbia le sue radici proprio nella cucina e nelle abitudini alimentari degli arabi, ancora oggi profondamente radicate nel nostro popolo, diffuse ormai anche nella Penisola italiana e che sono alla base della cosiddetta dieta “mediterranea”.

Al termine della sua esposizione il relatore ha poi delineato brevemente gli eventi storici successivi alla dominazione araba culminati con la conquista della Sicilia da parte dei Normanni che riportò l’isola, nel corso di due secoli, nell’ambito dell’occidente cristianizzato.

Il lungo ed interessante racconto di questi eventi è stato accompagnato passo passo dalla proiezione di numerose slides che hanno posto in risalto, anche visivamente, praticamente tutti gli aspetti della presenza araba in Sicilia, dall’architettura alle colture agricole, dalla pesca ai costumi, dai mercati alla cucina.

Argomento, quest’ultimo di particolare interesse per il pubblico femminile e che ha probabilmente contribuito in modo determinante allo spontaneo e lungo applauso che ha concluso la serata ed ha gratificato l’autore ed il suo interessante lavoro di ricerca.

La Redazione

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