cassisi_tessera3Pubblichiamo una sintesi della lezione, su “L’Architettura dell’Islam”, che l’Arch. Prof. Giuseppe Cassisi ha tenuto, nell’Aula Magna del Ruiz, giovedì 12 marzo 2015.

 

 

L’Islam è una religione monoteista manifestatasi per la prima volta nella Penisola araba, nella cittadina de La Mecca, nel VII secolo dell'era cristiana ad opera di Maometto (in arabo Muhammad), considerato dai musulmani l'ultimo profeta inviato da Dio (in arabo Allah) al mondo intero per ribadire definitivamente la Rivelazione, annunciata per la prima volta ad Adamo, il primo uomo.

Con circa 1,6 miliardi di seguaci,  ossia il 23% della popolazione mondiale, l'Islam è la seconda religione del mondo per consistenza numerica e vanta un ritmo di crescita particolarmente significativo.

 

II 5 pilastri dell’islam

Gli arkãn al-Islam (“Pilastri dell’Islam”) sono i cinque precetti che ogni musulmano deve assolutamente osservare per potersi definire tale.

  1. La shahãda, o “testimonianza” di fede (affermazione, espressa con retta intenzione, dell’esistenza in Dio Uno e Unico nella missione profetica di Maometto, da effettuare alla presenza di due validi testimoni). La formula è: “Vi è un solo Dio, Allah, e Maometto è il suo profeta”;
  2. La salãt, preghiera canonica da effettuare 5 volte al giorno, in precisi momenti, scanditi dal richiamo dei mujadhdhin che operano nelle moschee;
  3. La zakãt, o versamento a scopo pio di un’imposta di “purificazione” della ricchezza, attualmente devoluta volontariamente a organizzazioni di carità o aventi come fine la promozione dell’islam;
  4. Sawm ramadãn, ovvero digiuno del mese lunare di Ramadan per chi sia in grado di sostenerlo;
  5. Hajj, pellegrinaggio canonico a Mecca e dintorni, nei mese lunare di Dhũ l-hijja, per chi sia in grado di sostenerlo fisicamente ed economicamente.

Maometto "il grandemente lodato" (La Mecca, 570 circa - Medina, 8 giugno 632) è stato il fondatore e, per i musulmani, l'ultimo profeta dell'Islam. È considerato dai musulmani di ogni declinazione, ad eccezione degli Ahmadi, l'ultimo esponente di una lunga tradizione profetica all'interno della quale occupa una posizione di assoluto rilievo. Messaggero di Dio e Sigillo dei profeti sono solo due dei titoli onorifici che gli sono tradizionalmente riferiti.

Sarebbe stato incaricato da Dio stesso, attraverso l'arcangelo Gabriele, di divulgare il suo verbo tra gli Arabi.

Appartenente a un importante clan di mercanti, era figlio unico. Orfano fin dalla nascita del padre, Maometto rimase precocemente orfano anche della madre. Cresciuto prima dal nonno paterno poi dallo zio, durante i numerosi viaggi intrapresi per via dell'attività mercantile familiare ebbe occasione di ampliare in maniera significativa le sue conoscenze in campo religioso e sociale.

Sposata nel 595 Khadìja (che restò finché visse la sua unica moglie), ebbe sei figli (4 femmine e 2 maschi). Nel 610 Maometto, affermando di operare in base a una Rivelazione ricevuta, cominciò a predicare una religione monoteista basata sul culto esclusivo di Dio, unico e indivisibile. Secondo la tradizione, una notte, intorno all'anno 610, durante il mese di Ramadan, all'età di circa quarant'anni, gli apparve l'arcangelo Gabriele che lo esortò a diventare Messaggero di Allah

Il Corano è il libro che contiene la rivelazione della parola divina trasmessa per mezzo dell’arcangelo Gabriele a Maometto. Attraverso 114 capitoli, detti sura, il testo sacro enuncia una visione del mondo che si traduce in una serie di precetti semplici e radicali. Gli atti e le parole di Maometto, radunati in una serie di scritti detti hadith (tradizione, storia), costituiscono ad integrazione del Corano la fonte della legislazione e del comportamento dei Musulmani

Islam significa abbandono, sottomissione a Dio. Musulmano è quindi chi si sottomette a Dio, accettando che Maometto sia il suo Profeta.

Allah è trascendente e onnipotente, ma anche clemente e misericordioso.

In questo monoteismo assoluto, semplice e senza compromessi, risiede la forza, il fascino e la capacità di attrazione dell’Islam tanto su sterminate masse di popolazione, quanto su spiriti colti e sensibili.

CARATTERI DELL’ARCHITETTURA ISLAMICA

Data la diffusione della religione maomettana (dall’Africa nord occidentale al subcontinente indiano; dall’Europa mediterranea alla Regione sub sahariana) è più corretto parlare di architettura dei Paesi Islamici più che di architettura specificamente islamica.

Tuttavia sono riconoscibili alcune caratte-ristiche che permettono di individuare dei segni definibili “islamici”.

                 

L’architettura islamica, erede tanto della tradizione classica greco-romana, quanto di quella orientale proveniente dalle antiche Persia e Mesopotamia, è caratterizzata dal disinteresse per una precisa forma specifica che corrisponda ad una determinata funzione.

L’edificio è articolato intorno ad un grande spazio aperto, strutturato con un porticato segnato da un grande “ingresso” per lato, può essere sia una masadra (la scuola coranica), o un caravanserraglio (per la sosta delle carovane), una residenza importante o una sepoltura monumentale.

La struttura è quindi slegata dalla funzione, ed è adattabile ad esigenze e necessità diverse in tempi e luoghi differenti.

                        

Normalmente si tratta di architetture “chiuse”, secondo un modello che potrebbe risalire alle residenze tradizionali del Mediterraneo. Tipica è anche la divisione dello spazio in ambienti pubblici e privati, questi ultimi divisi tra uomini e donne.

Dato che il Creato è opera di Dio, non può che essere bello.

Si tratta solo di riconoscerne la perfezione sotto l’apparenza delle cose. Questo è possibile solo grazie alla rivelazione divina che l’uomo può riconoscere grazie alla ragione.

                   

Quando l’architettura incarna pienamente i principi islamici, vi è la negazione della struttura fisica, mentre viene esaltata la ricerca della leggerezza, dell’immaterialità.

L’architetto vuol comunicare non come possa reggersi una costruzione, ma evidenziare quell’insieme di segni che permettono di riconoscere il divino dietro l’opera dell’uomo.

Le origini dell’Islam sono nelle tribù arabe nomadi, quindi prive di cultura architettonica. Sulla base della tradizione dei paesi conquistati, nascerà un’architettura che dovrà competere con le grandiose costruzioni delle religioni “concorrenti”.

Dapprima in Spagna, poi nei Paesi del nord dell’Africa, successivamente ad Oriente verso l’antica Persia, si svilupperanno culture costruttive indipendenti, sia pure con elementi di fondo comuni.

Nei secoli XVII e XVIII, con progressione crescente, il mondo culturale musulmano entra in un periodo di crisi. 

Questo si traduce nella progressiva penetrazione di modelli occidentali non assimilabili alle tradizioni locali.

Nel corso del XX secolo, specie dagli anni ’70, le enormi ricchezze derivate dal petrolio, portano Governi e privati ad investire in scuole, moschee, biblioteche o altri complessi in quei Paesi Islamici che non hanno i mezzi necessari. Altre costruzione vengono erette nei Paesi Occidentali in cui la costante immigrazione incrementa la presenza musulmana.

Dal punto di vista del linguaggio architettonico, i progettisti, non necessariamente islamici, sono portatori di filosofie diverse, a volte persino in contrasto tra loro.

Si perde quindi quella che può essere definita la “tradizione” architettonica, o si esalta il “ritorno al passato”.

La moschea

Il Corano non indica norme per l’edificio di culto. Il nome deriva dallo spagnolo mezquita: indica semplicemente uno spazio per pregare, privo di particolare valore sacro.

Nell’Islam, a parte l’Haram (il santuario della Mecca), non esistono edifici sacri.

È possibile pregare anche all’aperto, in casa o in qualsiasi altro luogo. Occorre solo che il terreno riservato alla preghiera rituale sia delimitato da qualche oggetto e che sia quanto più possibile pulito.

È quasi impossibile trovarvi figurazioni umane o animali, mentre sono numerosissime quelle fitomorfiche o quelle astratte.

       

La madrasa

Il termine arabo madrasah significa “scuola” e indica ogni istituzione formativa, islamica, laica o appartenente ad altre religioni.

La tipologia generale dell’edificio ricorda sempre l’archetipo originale: una corte aperta con quattro ivan per le quattro scuole giuridiche accettate.

La Tomba

Maometto aveva espressamente proibito qualsiasi forma di costruzione sopra una sepoltura, tuttavia le tombe monumentali sono sempre state comuni in tutti i Paesi Islamici.

La sepoltura più ortodossa è costituita da una fossa in terra, sormontata da una stele. Le sepolture monumentali in genere hanno pianta quadrata, con una forma a baldacchino.

TAJ MAHAL: Il Mausoleo più bello del mondo, a ricordo di una donna.

È considerata una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Nel 1983 riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità.

Il TAJ MAHAL capolavoro dell’arte musulmana in India, è uno dei monumenti più conosciuti del mondo e costituisce l’apice dell’architettura sepolcrale islamica.

A far nascere il Taj Mahal, é il grande amore che un uomo nutriva per la sua donna.

Giuseppe Cassisi. (altre lezioni dell'Arch. G. Cassisi)

 



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