angela_01Finalmente il giorno 31 Maggio, giorno fatidico, tanto aspettato è arrivato. Dopo un anno di prove e incontri è giunto il momento dell’esibizione, che si è svolta a Selinunte  presso Castelvetrano.

Il viaggio è stato lungo, ma grazie alla guida attenta e costante del nostro autista non ci è pesato. Arrivati in albergo ci siamo recati in sala da pranzo, con la nostra solita euforia e spensieratezza abbiamo dato sfogo all’allegria; più che un coro sembrava una gita scolastica.

Per completare il divertimento è arrivato un gruppo folkloristico ad allietarci con canzoni siciliane, mi hanno coinvolta facendomi indossare sciarpa rossa e pon pon e dandomi un tamburello in mano.

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Nel pomeriggio siamo andati in camera per prepararci per l’esibizione: io di solito sono molto sbadata ma stavolta ero sicura di non aver dimenticato niente; ma aprendo la valigia non ho trovato il sacchetto con le scarpe. Panico totale! Nessuno poteva aiutarmi delle donne, dato il mio piccolo piede (41).

Infine mi ha salvato Natalina prestandomi le scarpe del marito. Mi sentivo rinata e felice, come se avessi ai piedi un paio di Gucci.! Ci siamo avviati al Tempio di Senilunte, io non c'ero mai stata, mi si è presentato davanti un Tempio quasi intatto pur se ingabbiato per i restauri.

Lì hanno collocato il palco dove ci si doveva esibire. Chiaramente c’era un caldo soffocante data l’ora, ma che dire dello spettacolo scenografico che ci stava attorno: i Templi si stagliavano alti e maestosi sullo sfondo di un cielo terso e azzurro e tendente al rosso del tramonto.

I cori erano otto in tutto, perché c'era stata la defezione di quattro cori. Noi eravamo impazienti e in tensione, ecco giunto il momento dell’esibizione.

Ci siamo avviati in fila e in ordine ci siamo disposti sul palco, senza errori, come soldati; al contrario degli altri che non sapevano come collocarsi perdendo del tempo prezioso.

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La prima canzone era: “Comu l’unna do mare”, poi abbiamo cantato “Guaglione”, fin qui tutto bene! al momento del "Medeline -Canzoniere Italiano" all’improvviso è andata via la musica, lasciandoci disorientati e smarriti ma è bastato un cenno del nostro Maestro a farci tornare la carica per continuare, cosi abbiamo cantato a  cappella salvando la situazione “a facci dei inviriusi”.

La felicità piena è arrivata quando, nel ritornello, dell‘ultima canzone al  posto di “Romagna mia”, abbiamo cantato “Augusta mia”. Il pubblico ci ha applaudito anche perché non se lo aspettava. Eravamo soddisfatti e siamo tornati al nostro posto. Dopo c’è stata l’esibizione di quattro ragazzi veramente bravi, del liceo classico del Castelvetrano: con i costumi greci dell’epoca hanno interpretato un brano dell’Iliade di Omero.

Mi guardavo attorno, notavo la varietà della folla, turisti da ogni parte del mondo, tanti ragazzi, sia effettivi per l’età e ragazzi come noi “giovani dentro”.

Mi ha colpito una donna vestita tutta di blù, sembrava una donna d’altri tempi che assisteva alle corse dei cavalli ad  Ascott! Finisco di scrivere le mie sensazioni e lascio a Franca il compito di completare il racconto.

Angela Gulino.

 


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