cannava_4tavrot_2016Se stessimo giocando a carte, direi che giovedì 17 marzo 2016 all’UNITRE di Augusta, è entrato il quarto asso per comporre il Poker. Si è svolto, infatti, il quarto ed ultimo incontro a tavola rotonda 2016 sul tema generale “Quale impegno personale per un mondo migliore: essere, amare, donare, servire”.

In particolare, le argomentazioni di stasera riguardavano: “L’Amore e il Servire nell’ottica Cristiana”. Mirabilmente trattate da due carissimi Amiche, mie personali e di tutta l’Unitre di Augusta, Giovanna Fraterrigo e Franca Morana.

Oserei definirle Missionarie laiche, che hanno fatto della Fede Cristiana una loro ragione di vita. Impegnandosi e spendendosi diuturnamente in favore del prossimo, interpretando, così al meglio, i più alti principi evangelici.

Dopo la consueta presentazione della serata, da parte del Presidente Unitre Dott. Giuseppe Caramagno, il sottoscritto moderatore dell’incontro, ha salutato le due leggiadre Relatrici ed ha passato il microfono all’Avv. Giovanna Fraterrigo, catechista di vecchia data e da sempre impegnata nel Sociale.    

Figlia, Moglie, Madre, affermata professionista. Scopre il cammino di Fede che l’ha condotta fin qui poco prima dei suoi vent’anni. Età della maturità per alcuni e della indecisione mentale per altri. La scintilla le scoccò nella testa a ridosso del terremoto del 13 dicembre del 1990. Attenta osservatrice, aveva già assaporato in casa l’altruismo insito nell’educazione impartitale da due splendidi genitori: Giulia e Nardo. Quel terremoto riconsolidò i rapporti in alcune famiglie sane e fu deleterio in altre; ove la coscienza del sé vacillò pericolosamente.

Per Giovanna fu occasione di riflessione e di presa di coscienza del ruolo giovanile. In sostanza, il terremoto le cambiò la vita. Dalla frequentazione meramente domenicale della Chiesa, passa alla riscoperta della curiosità e del desiderio del fare e dell’impegno cristiano. Catalizzatore di tutto ciò fu Suor Luise, che allora collaborava con la Parrocchia di Santa Lucia.

Così inizia per Giovanna la frequentazione dei campi container, allestiti per le famiglie rimaste senza un tetto, e dove spesso regnava un certo disagio sociale. Facendo doposcuola ai bambini meno seguiti dai loro genitori od appartenenti a famiglie “difficili”. Nasce così il suo Volontariato in favore dei meno fortunati. Alla S. Messa della domenica pian piano, si aggiunge un impegno pressoché  quotidiano, pur frequentando brillantemente la Facoltà universitaria di Giurisprudenza a Catania.

Convinta della possibilità di cambiare tutto in meglio. Si accorge di come il dare sia più gratificante del ricevere. Poi, l’evoluzione del suo impegno la vede prendersi cure di persone con acclarate malattie mentali, ospiti di comunità, case famiglia, ecc. Il suo operato generoso e spassionato, non passa inosservato e, forte anche dell’esperienza fatta nel frequentare il proprio corso prematrimoniale “lungo” viene inserita nell’equipe che preparava le giovani coppie al matrimonio. Inculcando loro il significato di Amore, di coppia, di serena e biunivoca condivisione, di timore e impegno cristiano.

Matrimonio come missione e non nel sacrificio di uno dei due componenti ma come fusione di intenti e di pari dignità; e aiuto e ascolto del “prossimo”. Un “si” non formale ma reciprocità nella “chiamata” di Dio in tutte le manifestazioni ed impegni quotidiani. Per l’Avvocato Fraterrigo, Amore è sinonimo di “Servizio” cristiano, espresso con serietà, con nobiltà d’animo, verso gli altri, profuso con Amore. Spesso dire di si agli altri può diventare difficile per egoismo, abulia, disinteresse, ignoranza preconcetta. Amare gli altri, ascoltarli, attenzionarli, contrasta tutto ciò: questo è “Servizio”. La famiglia così intesa, diventa fulcro ed insieme sostegno della Società. Amare tutti, anche chi non crede, in tutte le relazioni umane, quale via per una Società migliore.

Facciamo in modo che la carità verso il prossimo inizi in famiglia. Occupiamoci dei nostri cari….. prima ancora di dedicarci al mondo esterno. Operiamo perché sentiamo intimamente il desiderio di farlo, non per pura ed effimera ostentazione. Avviciniamoci agli anziani, agli infermi, ai profughi, ai disagiati. Poniamo il prossimo al centro dei nostri interessi e scopriremo come il “servire” rende liberi. Non disinteressiamoci neanche della politica, anzi facciamo in modo che sia moralizzante della Società. Che il “si” pronunciato all’atto del matrimonio sia anche suggello di amore della coppia verso gli altri. E che questo stile di vita sia presente anche nella propria professione od attività in genere. Amare con decisione renderà sana la famiglia e sarà sanante per l’intera collettività.

L’accorato appello dell’esuberante Giovanna Fraterrigo è stato sottolineato da un caldo applauso che sapeva di sicura condivisione. Poche le parole del Moderatore, difronte ad una esposizione così brillante ed esaustiva, se non di compiacimento.

Altrettanto profondo ed intenso l’intervento dell’Amica Franca Morana Caramagno,  che ci ha stupiti ed affascinati esordendo con la proiezione di un video musicale che aveva come protagonista la “Luce”. Amore, come Luce, da scambiare e condividere con gli altri. Luce che si fa sempre più intensa ad ogni scambio e che ritorna a te ancora più brillante e caleidoscopica di come l’hai prodotta tu stessa/o. Il messaggio di Franca è diretto e persino brutale: “…. Se non ami, la tua vita è unutile….”.

Spesso il termine amore è commercialmente inflazionato e privo del suo vero significato. Emancipiamo il termine Amore, facendone generoso esempio. Nella vita della nostra eclettica amica Franca, figlia rispettosa, sorella affettuosa, moglie premurosa, madre attenta e capace, donna di incrollabile Fede, il bastone a cui si è spesso appoggiata è stato proprio l’Amore per l’Altissimo. Gli antichi dicevano “Fede ti salva…” e questo Credo le ha permesso di superare i fisiologici ostacoli della vita ed affermare il bene su tutto.

Franca opera una perspicace dicotomia verbale. Invitando gli astanti a non rifugiarsi nella “Religione dei Riti rappresentativi”, ma di uscire dal guscio del proprio opportunismo e vivere la “Fede nell’Amore, ed in Cristo”. Con decisione, libere scelte ed appropriato stie di vita. L’innamoramento è istintuale frequentazione; l’Amore è consapevole riflessione. Amare l’umanità è amare Dio.

Questa è la Fede; nel guardare con fiducia e gratitudine il Creato. Nella parabola del padre misericordioso c’è l’essenza stessa della vita, del perdono nel ravvedimento e nel bisogno della certezza di essere amati. E dunque, Amore di e verso Dio, come unico cammino di vera Fede. Vivere per essere e non per apparire. Se cadi, solo la Fede può farti rialzare. Capire ed amare, per essere amati. E anche Franca, come Giovanna, indica l’Amore come dono reciproco e non come sofferenza procurata all’altra/o. 

Ancora una vola viene chiamata in causa la famiglia, come crogiuolo di speranza e di Amore da divulgare agli altri, come ci insegna il Santo Padre, Francesco. Ricordando che l’Amore che dai ritorna a te come l’eco tra le vallate di montagna. L’amore è liberazione e rivitalizzazione. Anche il Volontariato, quello vero, è espressione di Carità, se fatto con Amore e senso del “Servizio”.

Franca ha ricordato con affettuosa nostalgia il suo primo viaggio a Lourdes, da adolescente, in compagnia dei genitori. E come da li, fu talmente colpita da quella dignitosa e silenziosa sofferenza, palpitante ai piedi della Madonna, da voler tornarci da Volontaria. Sotto l’egida dell’UNITALSI, per ben quindici anni. Per arricchire, ogni volta, il proprio bagaglio di esperienze umane. Ha invitato tutti a non essere semplici spettatori, ma protagonisti della propria vita. Mettendo tutti i nostri sensi al servizio degli altri.

Anche Franca Morana Caramagno, consorte del nostro Presidente, ha fatto riferimento al suo gratificante impegno d’Amore, post terremoto. Da nonna, ha fatto appello alla inevitabile differenza tra amare i propri figli ed amare i propri nipoti. A conclusione del suo intervento ha voluto ancora una volta stupirci con effetti speciali, proiettando un applaudito secondo video musicale, tratto da “Romeo e Giulietta”; che ha stimolato una karaoke appena sussurrato, sottovoce ed ha invitato tutti ad una attenta riflessione sul senso e sul significato più poliedrico dell’Amore.

Anche questa volta, al Moderatore non è rimasto altro che fare un piccolissimo cappelletto e ricordare a tutti come il senso dell’Amore può stare anche nella frase …. Non sua…. “”Fai agli altri ciò che vorresti facessero a te…”

E’ seguito un breve dibattito, aperto dal Socio Carmelo Ardia che ha voluto parteciparci di una sua esperienza personale con una famiglia disagiata da lui accudita e della dignità che traspariva anche nella indigenza di quei bambini, di quei familiari.

Franca Morana, nel sottolineare l’amore per il prossimo ha voluto ricordare i cosiddetti diversamente abili; chiedendosi chi sono i “normali”…..?

La Socia Lina Di Grande ha ricordato la sua costruttiva esperienza umana coi disabili, nel corso di una “Festa del Grazie”. Dove ha profuso parole di Amore per tutti ed ha provato un inimmaginabile senso di serenità e benessere in veri momenti di sana felicità.

Giovanna Fraterrigo ha voluto ribadire che Amore cristiano è tenerezza, anche nel conflitto, suffragato dal perdono.

Pietro Quartarone, il nostro fantasioso regista teatrale, ha parlato della sua esperienza di Volontario nell’allestire spettacoli teatrali in carcere, per 25 anni. Di come si sia sentito gratificato nell’ascoltare i detenuti e nel comunicare reciprocamente emozioni, al di fuori del copione studiato. E di come le loro esperienze, da lui vissute con Amore, lo abbiano fatto crescere interiormente.

E’ stata quindi la volta di uno studente, sempre attento e partecipante anche in altre occasioni, Gabriele Valenti, che ha voluto parteciparci la gioia e l’Amore della sua esperienza di Volontario presso il carcere di Brucoli e di Clown Terapia nei reparti pediatrici. Ha chiesto come accorgersi che si sta amando e come amare.

Ha risposto il moderatore, affermando che quando ti accorgi di essere serenamente coinvolto in un rapporto di biunivoco Amore….. allora stai amando. Sul come amare, Giovanna ha sintetizzando consigliando di lasciare spazio agli altri e amare spontaneamente, senza remore o pregiudizi…. Anche chi, in qualche momento, non merita o indispone. Ascoltare e chiarire serenamente, mettersi in grado di stabilire i migliori presupposti per una reciproca comunicazione, aprendo tutti i canali di comunicazione possibili, verbali e non verbali.

Giulia Tringali, studentessa, ha voluto rappresentarci la sua esperienza di Scout e di Volontaria nell’espletare “Servizio” presso case famiglia e residenze per anziani. Vedere la “Luce” negli occhi del Prossimo=Amare.

La nostra Nella De Masi ha partecipato la sua esperienza con la Stella Maris ed ha riferito, in particolare, l’episodio occorso ad un marittimo Indiano che l’ha ringraziata commosso per una fetta di panettone offertagli a Natale. Invitandoci ad Amare oltre i confini di pelle, Credo ed ideologie.

Abbiamo ascoltato riverenti le parole di una cara Signora, Franca Noè, zia di Franca Morana che, dall’alto della sua esperienza di vita ha sottolineato il concetto di perdono con Amore, come stile di vita. E come, spesso, la sofferenza può essere riscattata dalla Fede dalla voglia di continuare ad amare il prossimo come amiamo Dio, sereni e fiduciosi.

A conclusione di questa piacevole e proficua serata, il Presidente dell’Unitre di Augusta Dott. Giuseppe Caramagno ha rimarcato il successo della serata, grazie alle doti umane ed alla loro capacità di comunicare empatia delle due Relatrici. Ha ringraziato Giovanna Fraterrigo e Franca Morana per il loro prezioso contributo ed ha invitato tutti a mettere l’“Altro” al primo posto, o quanto meno a farlo camminare al proprio fianco, e ad Amare per cambiare il mondo.

                                                                                                              Il Moderatore
                                                                                              Dott. Salvatore Cannavà


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