Addia_Natale_00Giovedì 13 dicembre 2018, presso l’Aula Magna dell’Istituto Ruiz, il Sig. Carmelo Addia, nostro socio, ha presentato un suo elaborato sulle usanze e tradizioni nel periodo natalizio in Sicilia. Pubblichiamo una breve sintesi.

 

 

IL NATALE

La festività del Natale ha un ruolo importante nella religione cristiana e può esser vista sotto vari punti di vista, da quello religioso, storico e folcloristico.

La data del Natale è stata fissata dalla Chiesa il 25 dicembre.

Tra i primi documenti che attestano le celebrazioni natalizie effettuate il 25 dicembre occorre citare un calendario redatto a Roma nel 336 che fa ricadere la nascita di Gesù Cristo proprio in questa data.

Altri elementi rilevanti legati alla festività natalizia riguardano il contesto storico in cui si colloca la nascita di Gesù Cristo: la Palestina, luogo di nascita del Dio Cristiano, era la patria degli ebrei che al tempo attendevano più che mai di ottenere una vera e propria libertà come nazione grazie all'avvento di un Messia.

IL PRESEPE

Addia_Natale_01Il Natale è sempre stato un tema ricorrente nelle varie rappresentazioni artistiche come la pittura. In effetti, la Natività è stata rappresentata, ad esempio, in alcuni esemplari di pittura sul vetro presenti in collezioni private.

Addia_Natale_02Rappresentazione iconografica per eccellenza del Natale è il Presepe che assume il duplice scopo di esemplificare gli sviluppi della società che l'ha prodotto nonché esprimerne il sentimento religioso. Gli elementi costitutivi di tale simbolo natalizio traggono la loro origine  dai Vangeli Canonici.

La tradizione ci tramanda che la prima rappresentazione italiana del Presepe si ebbe grazie a San Francesco d'Assisi lo stesso anno che ottenne dal Papa Onorio III l'approvazione della Regola Francescana, cioè il 1223, mentre i diffusori di questa tradizione in Sicilia furono i Gesuiti.

Ogni elemento costitutivo del Presepe ha un valore simbolico, a partire dalla ricostruzione del villaggio agro-pastorale povero e della grotta in cui nacque il Redentore.

“Sutta a’u peri di nucidda, ccè na naca picciridda cci annacaru lu bamminu, San Giuseppi e San Giachinu”. Secondo un antico canto Siciliano, Gesù Bambino sarebbe venuto al mondo dentro una piccola culla ai piedi di un nocciolo.

Quest'ultima rappresenta il rifiuto attuato dalle strutture urbane tradizionali di accogliere il Redentore e l'accoglienza data, invece, dal mondo povero dei pastori, espressione della genuinità della loro fede reale, ancor oggi simbolo del reale spirito Natalizio.

La rappresentazione è arricchita da elementi che richiamano alla mente l'Oriente, come l'arrivo dei tre Re Magi per rendere omaggio al nuovo Dio, personaggi guidati nel loro viaggio dalla stella cometa che illumina la loro strada, evento che va a sottolineare la supremazia del culto occidentale sugli altri e del potere divino su quello terreno.

Addia_Natale_03Anche la stella cometa appena citata ha il suo valore simbolico all'interno del Presepe: la sua presenza visibile o semplicemente accennata dall'indicazione da parte di uno dei personaggi del Presepe si ricollega alla credenza popolare che la nascita di grandi personaggi è sempre accompagnata da grandi eventi celesti. Anche se è chiaro il significato simbolico di guida ed annuncio dell'arrivo della Divinità, l'origine della stella ha creato varie congetture. Tra esse, una delle più famose ricollega la cometa cristiana a quella di Halley il cui passaggio nei cieli pare attestato sin dal 241 A. C. da alcuni testi orientali.

TAddia_Natale_04ale tesi è stata confutata dal fatto che l'apparizione ciclica della cometa nei cieli terrestri si verifica ogni 76 anni ed in base ai calcoli effettuati si presume che essa sia passata circa sei anni prima della nascita di Cristo. Tra i personaggi preponderanti del Presepe ci sono, ovviamente, i genitori terreni di Gesù Bambino. La loro rappresentazione ha subito variazioni nel corso dei secoli visto che originariamente la Vergine era rappresentata in modo disteso accanto alla mangiatoia che accoglieva Gesù Bambino; successivamente i genitori terreni di Gesù sono stati rappresentati in maniera eretta, cioè in ginocchio o in piedi. Nonostante tali cambiamenti rappresentativi, spesso legati a questioni strettamente teologiche spesso riferibili a Concili, la Sacra Famiglia resta sempre il fulcro di questa  rappresentazione.  

Anche il bue e l’asino hanno un ruolo rilevante nel Presepe: essi simboleggiano lo stretto legame d'amicizia tra il Redentore ed il mondo animale.

I PRESEPI DI SICILIA

Il Presepe ha sempre occupato un posto d'onore nelle rappresentazioni sacre in Sicilia. Nell'isola tale rappresentazione si discosta in parte da quella tradizionale presente ad esempio a Napoli - le figure che lo compongono sono di dimensioni inferiori rispetto alla classica unità di misura napoletana e molto spesso il paesaggio che lo accoglie è quello montano, differente da quello urbano riscontrabile nel Presepe Napoletano, ha tra i suoi elementi costitutivi un forte senso del drammatico e presenta delle caratteristiche tipiche come le decorazioni che sfruttano rami d'arancio e di mandarino e fichi d'india.

Addia_Natale_05Il più antico Presepe in Sicilia venne rinvenuto nel 1872 all’interno di un cubicolo delle catacombe di San Giovanni a Siracusa. Questo reperto, risalente al IV secolo D.C. e un sarcofago in marmo definito “ La rotonda di Adelfa “ del nome della donna a cui risultò appartenere l’antico sarcofago e si trova al Museo archeologico Regionale “ Paolo Orsi “   

Il culto di rappresentare il Presepe con varie statue tridimensionali realizzate sfruttando vari materiali come il legno, l'oro, l'argento, l'avorio ed il corallo si sviluppò in Sicilia all'interno delle Chiese a partire dal XV secolo.

Una sua massiccia divulgazione si verificò a partire dall'Ottocento quando il Presepe uscì dagli ambienti esclusivamente ecclesiastici per entrare anche nelle case delle famiglie di tutte le estrazioni sociali.

Parlare della presenza del Presepe in Sicilia vuol dire anche ricordare l'antica usanza di realizzare vari "Bambinelli" sfruttando la duttilità della cera. L'usanza di utilizzare questo materiale iniziò nel XIV secolo e successivamente i "Cirari" si specializzarono nelle produzioni tipicamente natalizie, a partire soprattutto dai già citati "Bambinelli" in cera e delle "Scaffarate", cioè la rappresentazione della Natività posta su una specie di bacheca a vetri, esposta durante tutto il periodo natalizio, conservata gelosamente durante il resto dell'anno e tramandata di generazione in generazione. Tra gli artigiani che utilizzarono la cera per la rappresentazione del Presepe occorre citare il nome di Anna Fortino, di cui si ricorda un Presepe in cera regalato a Filippo V di Spagna, e quello di Giovanni Rosselli - il Museo Nazionale di Messina, sua città natale, conserva un suo Presepe in cera con una datazione attribuibile all'inizio del 1700.

Addia_Natale_06Tra gli esempi più rappresentativi dei vari Presepi custoditi in Sicilia si possono citare quelli presenti, ad esempio, nella provincia Ragusana, a partire dalla lunetta cuspidata realizzata utilizzando il calcare duro e presente nella parete esterna sinistra della Chiesa intitolata a Santa Maria di Betlemme a Modica. Essa risale al XV-XVI secolo, è denominata " A Lunetta del Berlon" e rappresenta in maniera molto semplice e popolare la Natività. Da citare, inoltre, altri due bassorilievi realizzati in stucco, risalenti al XVIII secolo e visibili nella Chiesa della Santissima Annunziata ad Ispica.

All'interno della già citata Chiesa Santa Maria di Betlemme presente a Modica, si può ammirare un Presepe dalle dimensioni  monumentali commissionato ad una prestigiosa fabbrica di Caltagirone. Gli artisti-artigiani scelti per la realizzazione del lavoro furono tre. Il primo da ricordare è fra Benedetto Papale Minimo, chiamato per la realizzazione del paesaggio del Presepe. L'artista realizzò il suo lavoro utilizzando materiali locali, a partire dalla roccia calcarea del Salto ed il legno di quercia e di carrubo e riproducendo parti dei quartieri vicini alla Chiesa, a partire dal quartiere Sbalzo.
Giovanni Vaccaro Bongiovanni fu il secondo artigiano interpellato per la creazione di alcuni personaggi realizzati in varie misure, alcuni dei quali da porre nelle parti più estreme del Presepe.

Infine, all'artigiano Giacomo Azzolina fu affidato il compito di realizzare le figure della Madonna, di San Giuseppe, degli Angeli, dei Magi con il loro seguito, il bue e l'asino da porre nella grotta e la scena dell'estasi del profeta Elia, lavoro che l'artista realizzò con la tecnica del panneggio con foglie d'argilla creata dal Bongiovanni.

Un altro esempio di Presepe siciliano si trova nella cittadina barocca di Scicli.

Da un atto notarile risalente al 1576 si evince che ad uno scultore, del quale purtroppo si sconosce l'identità, fu commissionato il compito di realizzare dei pastori per un Presepe da porre all'interno della Chiesa cittadina intitolata a San Bartolomeo.

Anche Catania e la sua provincia offrono la possibilità di ammirare innumerevoli Presepi che meritano d'esser ammirati.

Primo esempio del Presepe Catanese da ricordare è quello d'origine settecentesca di proprietà del barone Scamacca. I personaggi che lo compongono sono realizzati utilizzando un particolare impasto, "la pastiglia", e rifiniti con coloranti resinosi. I vari personaggi che lo compongono e che si dirigono verso la Santa Grotta sono suddivisibili in due gruppi distinti: il gruppo di personaggi di colore che provengono dall'Oriente e quelli d'origine locale, cioè i contadini ed i pastori.

Altro esempio suggestivo della Natività è rappresentato dal presepe settecentesco costituito da una trentina di personaggi presente ad Acireale, sempre in provincia di Catania.

I personaggi sono realizzati a grandezza naturale ed indossano dei costumi curati; i loro volti di cera colorata lasciano trasparire chiaramente i loro sentimenti nell'accostarsi all'evento Sacro.

Tale rappresentazione è accolta in una grotta lavica al quale è legata una storia particolare. In un giorno di fine estate del 1741 il sacerdote Don Mariano Valerio, di ritorno da un pellegrinaggio, fu costretto a ripararsi in un anfratto lavico a causa di un violento temporale. Qui ebbe l'idea di realizzare nello stesso luogo una grotta simile a quella presente a Betlemme.

Addia_Natale_07 A distanza di circa dieci anni, esattamente per la notte della vigilia del 1752, si poteva ammirare il tempio "Santa Maria del Presepe". Tra i successori del canonico fondatore che continuarono la sua opera si deve ricordare Don Pasquale Abete Pennisi  perché ebbe il merito di ampliare la Chiesa, di far edificare la facciata e di far realizzare la volta in pietra pomice. Inoltre, egli commissionò ad cartotecnici locali la realizzazione di nuovi personaggi per arricchire il Presepe.

Addia_Natale_08Anche la città di Caltagirone è coinvolta a pieno titolo nelle manifestazioni natalizie. Qui, nell'incanto aristocratico barocco della città della ceramica, si possono ammirare vari Presepi, a partire da quello monumentale posto nella cripta dei Cappuccini e quello che si realizza lungo la scala di Santa Maria  del Monte.

La realizzazione dei vari personaggi del Presepe è diventata per i celebri ceramisti della città una vera e propria tradizione, le prime realizzazioni risalgono all'arco di tempo a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento e col tempo questa attività è diventata una vera e propria scuola.

Addia_Natale_09A Caltagirone la secolare tradizione della realizzazione dei Presepi conta esperti ceramisti del passato del calibro di Giacomo Bongiovanni e di suo nipote Giuseppe Vaccaro, artisti che vanno ricordati perché hanno creato la tradizione gloriosa che ha reso famosa la Città. Il Bongiovanni aprì la sua bottega alla fine del 1700 ed il suo stile si distingue soprattutto per l'utilizzo dell'argilla.

Un esempio dell'arte di un altro famoso ceramista del passato, Francesco Bonanno, è un Presepe costituito da soli dieci personaggi vestiti con abiti orientaleggianti che in parte si discosta dal modello tramandato dal Bongiovanni; la grotta e le rocce attigue sono realizzate sfruttando terracotta colorata.

Il Presepe in questione è racchiuso in una custodia in legno ed è poco noto agli studiosi perché è una proprietà privata che per molti anni è rimasta chiusa.

Addia_Natale_10Trapani conta una lunga tradizione per la realizzazione dei Presepi. Tra i materiali più usati in questa provincia per queste rappresentazioni Sacre rientra il corallo. Tra gli artigiani Trapanesi più famosi del passato che hanno determinato la nascita della gloriosa tradizione Trapanese della realizzazione di Presepi occorre ricordare Giovanni Antonio Matera. Le sue produzioni hanno caratteristiche barocche e piacquero sia ai nobili che alla gente comune. La sua produzione fu molto apprezzata ed imitata e può esser ammirata, ad esempio, al Museo Nazionale di Trapani.

LE NOVENE, LE RAPPRESENTAZIONI DRAMMATICHE E LE TRADIZIONI DEL NATALE IN SICILIA

Tra le altre tradizioni Natalizie non si può fare a meno di parlare delle tradizioni canore e musicali e le rappresentazioni drammatici musicali che hanno il compito di celebrare al meglio la Festività. Le tradizioni musicali e drammatiche passate legate al Natale riguardano temi sacri come l'Annunciazione, la Nascita e la Fuga in Egitto e vanno a ricollegarsi a tradizioni popolari spesso inglobate in strutture ufficiali dalla Chiesa. Tra le rappresentazioni più antiche e note si può ricordare, ad esempio, la vicenda dei cantori ambulanti siciliani che furono riuniti in congregazione dall'intervento ecclesiastico per diffondere il culto religioso tra il popolo.

Attualmente in Sicilia, per il periodo natalizio, si possono assistere a varie novene, spesso commissionate da committenti privati ed eseguite all'interno delle loro abitazioni in prossimità del Presepe oppure all'esterno nei pressi di edicole votive.

Tra le novene natalizie siciliane più caratteristiche occorre ricordare quella che si effettua a Longi, in provincia di Messina, che prevede l'esecuzione di caratteristici canti dialettali natalizi.

Anche altre città isolane prevedono particolari manifestazioni musicali Natalizie come Monreale – in provincia di Palermo - dove svolgono la loro attività gli zampognari - cantori richiesti per un periodo Natalizio allargato che va dall'Immacolata alla ricorrenza dell'Epifania. Anche a Licata  in provincia di  Agrigento  gli zampognari sono richiestissimi in tutto il periodo Natalizio. Una grossa differenza tra le due città sta nel diverso strumento utilizzato per la ricorrenza: a Monreale si utilizza la zampogna a chiave, poco diffusa in Sicilia, mentre a Licata si utilizza quella di tipo "a paru". La zampogna a chiave è composta da quattro canne di lunghezza differente: due bordoni e due canne melodiche. La zampogna a paru , quella maggiormente  diffusa in Sicilia, è composta da cinque canne, innestate in un manicotto, ed hanno forma e dimensioni diverse. La prima è chiamata “ a canna ri sei “ o “ritta “ perché a sei buchi digitali nella parte anteriore, produce le note conduttori del brano  e suona la melodia, la seconda serve per accompagnare la melodia, la terza canna produce un suono basso, la quarta canna fa da bordone e produce un suono un ottava più alta del basso, la quinta canna e il falsetto, e molto più piccola delle altre, produce un suono  simile a quello del violino.    

Il Natale ha anche altre tradizioni popolari. In passato, il posto d'onore delle decorazioni Natalizie non era affidato all'attuale abete il cui uso ci è stato tramandato da lontane tradizioni nordiche, ma ad altre piante, a partire dai ramoscelli di mirto a quelli dell'albero del nocciolo che, per tradizione, ha avuto l'onore di cullare Gesù Bambino.

Probabilmente la pianta che più di ogni altra è presente nelle case in occasione delle festività Natalizie per le varie decorazioni è il vischio. Sin dai tempi più remoti a questa pianta parassita che cresce attecchendo nei rami di altre piante sono state riconosciute alte proprietà medicinali. Una consuetudine nordica che da qualche anno si è diffusa in molti Paesi vuole che regalare dei ramoscelli di questa pianta all'inizio dell'anno è di buon augurio.

Da citare un’altra antica e affascinante  tradizione  popolare di prevedere il clima che si succederà durante l'anno che sta per arrivare attraverso le "Candelore di Natale": ai 12 giorni che precedono il Natale, esattamente dal 13 al 24, è affidato il ruolo di rappresentare un mese dell'anno che verrà, e in base al clima che fa in determinato giorno si prevede quello del mese da esso rappresentato.

La “ Cona “ di Natale a Catania

Addia_Natale_11La Cona è un altarino posto per le strade all’interno di una’edicola votiva o dentro una nicchia nella facciata delle case.

Nei tempi andati a “Cona“ era preparata nelle case per la celebrazione della Novena di Natale in un clima di festa allegro e gioioso del sapore semplice e famigliare. L’edicola votiva al cui interno era collocata l’immagine  della Sacra Famiglia, San Giuseppe, la Madonna con il Bambino,  veniva addobbata a festa. Anzitutto da ramoscelli di biancospino che la incorniciavano gradevolmente, batuffoli di cotone,  u cuttuni sciusu a simulare la neve, e nove lumini, tanti quanti sono i giorni di preparazione del Natale, la novena appunto. Ogni mattina, veniva posta una candela bianca che veniva accesa quando “i ciaramiddari“, gli zampognari, che solitamente arrivavano l’8 Dicembre, “ attaccavano a suonare”.

Addia_Natale_12Questa rappresentazione avveniva per otto giorni di fila, per la Vigilia  si accendeva l’ultima candela che era invece di colore rosso. La simbologia vede nelle nove candele la gestazione di Maria, conclusa nel sangue del parto, dovuta alla sua Verginità. L’edicola votiva veniva arricchita da frutta e cibarie varie: frutti di stagione quali arance, limoni, mandarini, fichi, uva, melagrana e dolciumi vari preparati in casa, cioccolata. Una tentazione per tutti specie per i ragazzi che, a frotte o da soli, aspettavano il momento opportuno per rubacchiare qualcosa, non era difficile che qualche Cona abbondantemente “Cunzata” rimaneva letteralmente spoglia coi soli ramoscelli di biancospino.

E’ facile arguire come il detto Catanese  “ti manciasti ‘na Cona”  nasce proprio da questi episodi, per dire che ci si è abbuffato abbondantemente.

La Cona era l’occasione in cui la famiglia ed il vicinato si stringevano insieme, quasi a formare un’unica grande famiglia, davanti alle case e nei cortili per assistere alle suonate della ciaramedda , per scambiarsi gli auguri per le feste di Natale e bere un buon bicchiere di vino.

Anche ad Augusta, nel centro storico della Città, esistono le edicole votive, ma non vengono addobbate nel periodo di Natale. La seconda settimana del mese di ottobre, viene effettuata una passeggiata. Detta passeggiata prevede un itinerario che si sviluppa, da via San Giuseppe per raggiungere  l’edicola votiva dell’Assunta , la passeggiata prosegue per via Garibaldi fino a raggiungere piazza San Domenico con l’edicola della Madonna del Rosario, e successivamente in via XIV ottobre l’edicola dell’Addolorata con la Croce denominata “Cruci tri cannuni “.

La novena di Augusta

La novena di Natale è una tradizione che esalta il valore della religiosità popolare e, come in ogni festa che si rispetti, è preceduta da un “ novenario” che anticamente si teneva in tutte le Chiese eremitiche, conventuali, confraternali, oltre ovviamente in Chiesa Madre e nella Parrocchia di San Sebastiano.

Prima del secondo conflitto mondiale, i rintocchi della campane chiamavano a raccolta i fedeli a partire dalle quattro di mattina. Erano queste le novene riservate a quanti iniziavano di buon mattino la giornata lavorativa. Ai giorni nostri, al centro storico, si rinnova puntualmente la novena curata dai mastri d’asci riuniti nella confraternita di San Giuseppe.

Alle ore 06,00 del mattino, oggi come allora, i fedeli si ritrovano in Chiesa per il novenario e i canti della tradizione popolare Augustana.   

Vi riporto alcune canti  natalizie, della tradizione Augusta, durante la novena:

Maria lavava, Giuseppe stinneva ‘u Bamminu chianceva ch’a pappa vuleva .Zittiti figgi, ca ora ti pigghiu, ti dugnu a nennè ca pappa ‘n cinnè

San Giusippuzzu di fora vinia / tri piscitieddri c’aveunu datu; / la Marunnuzza ci li cucìa / Sali, ogghiu e spezzi ci mittia. /  Lu ciauru arristurava li malati /e so figghiuzzu a latu chiancia: “ Zittiti, figgi, mancia tu sulu, / ca si picciriddru, / ca ora vièni to patri ca è vicchiarièddru, /     cu la varbuzza e lu vastunièddru. / Ciu, ciu, ciu Gesù Bamminu s’addurmisciu”!

Sutta n’pièri di nuciddra / c’è na naca picciriddra, / c’è curcatu Gesù Bamminu / San Giseppi e San Gnachìnu. / Un canuzzu fa bau bau / n’aciddruzzu fa ciu ciu, / Bellu dormiri ca fa Diu!

E la notti di natali / ca nasciu lu Bamminièddru / e nasciu arreri a puòrta / maccarruni ca ricuòtta

 I FESTEGGIAMENTI NELLE PROVINCE SICILIANE

Un aspetto interessante del Natale che merita un certo approfondimento riguarda i vari festeggiamenti che si attuano in tutta la Sicilia. La religiosità isolana è una delle caratteristiche preponderanti che difficilmente passano inosservate all'occhio del visitatore attento. La festa è sempre stata e sempre sarà l'occasione per allontanarsi dalle consuetudini, per abbandonare le fatiche quotidiane e dedicarsi allo straordinario, per avvicinarsi al Santo in cerca di conforto e di possibili guarigioni.

La religiosità popolare, inoltre, lega il sacro al profano, come si nota nell'unione tra il culto a manifestazioni profane come giochi pirotecnici e spettacoli vari come la presenza di bande musicali e decorazioni sfarzose.

Alcune delle manifestazioni più esagerate del passato oggi sono state ridimensionate ed altre eliminate, come alcune processioni notturne che molto spesso erano più un'occasione di divertimento e non di devozione, per non perdere il reale valore della festa.

Il Natale è la festa per eccellenza perché è in grado di riunire le persone, perché  è la festa adatta a riconciliarsi e per riscoprire i sentimenti della pace e dell'armonia.

Quasi tutti i paesi rientranti nella provincia di Agrigento sono in fermento durante il periodo natalizio per commemorare degnamente la nascita di Gesù Cristo. I festeggiamenti che si attuano in queste zone sono suddivisibili in due momenti distinti. Le Novene si effettuano dal sedici al ventiquattro dicembre e prevedono il coinvolgimento diretto delle presone che si riuniscono presso la casa di colui che ha commissionato la novena, nonché la partecipazione degli zampognari citati in precedenza che intonano i canti tipici natalizi.

Il secondo evento è la "Pastorale", una rappresentazione comica che prevede la partecipazione di tre personaggi, Nardu e Mirtiddu, due pastori pigroni, e "U Curaduru", il padrone del gregge, nonché titolare dei due pastori appena citati. La rappresentazione si conclude con l'avvistamento di una luce misteriosa da parte dei due pastori, luce che li condurrà presso la grotta dove assisteranno alla nascita di Gesù Cristo.

In provincia di Messina, ed esattamente nel cuore dei Nebrodi, il Natale si celebra con la tipica processione dei pastori che, nel cuore della notte della Vigilia, attraversano i boschi e le vie di montagna muniti di torce accese e cantando inni per giungere presso la Casa della Natività. Il tutto si svolge subendo delle temperature proibitive, ma sempre con la stessa alta intensità della Fede.

A Custonaci, in provincia di Trapani, il Natale è festeggiato con un evento molto suggestivo e seguito: la realizzazione di un Presepe vivente presso la grotta Mangiapane di Scurati. L'evento prevede l'allestimento di vari ambienti come quello in cui si raccolgono i pastori e le loro pecore, quello in cui si può assistere alla preparazione dei formaggi locali, quello che raccoglie esempi dell'allevamento dei maiali e quelli che raccolgono varie botteghe artigiane come quella del falegname.

Tra gli eventi effettuati durante il periodo natalizio in questa città occorre ricordare innanzitutto che l'allestimento del presepe prevede una processione dei vari personaggi che cosi raggiungono contemporaneamente il loro posto e la fiaccolata effettuata la notte della vigilia da parte dei giovani locali che indossano abiti d'epoca, processione che parte dal santuario cittadino e va in direzione della grotta del presepe; la Madonna e' impersonata da una giovane locale ed effettua tale processioni in groppa ad una mula.

Dal 23 al 26 dicembre, nell'antico rione "Panzera" presente a Motta S. Anastasia – in provincia di Catania - si può ammirare il Presepe Vivente. Qui sono presenti vati personaggi umili, a partire dal pecoraio, dal pescivendolo e dal salumiere. Il momento più suggestivo di tutta la manifestazione e' l'arrivo dei tre Re Magi che portano il loro dono a Gesù Bambino scortati da un corteo di pastori.

Altro esempio del Presepe vivente si ha a Giarratana – in provincia di Ragusa. La sua preparazione raccoglie circa trenta ambienti che riproducono il tipico clima lavorativo e casalingo della zona risalente ad un periodo storico che va dalla fine del 1800 all'inizio del secolo successivo. Il percorso prestabilito permette di ammirare alcune caratteristiche botteghe come, ad esempio, quella della pastaia, dello scalpellino, alcuni ambienti come il mercato e la masseria e di assaporare, così, il gusto delle antiche tradizioni.

Anche Sutera – in provincia di Caltanissetta - ha il suo Presepe Vivente realizzato nel suggestivo quartiere Rabato. L'iniziativa ha lo scopo non solo di celebrare il Natale, ma anche di tramandare e ricordare la vita contadina ed artigianale siciliana della fine dell'Ottocento. Il percorso previsto, infatti, prevede una fedele ricostruzione di ambienti agricoli (rappresentati, ad esempio, dai pastori) e di botteghe artigiane come quella del fabbro e del falegname.

La realizzazione di tale Presepe richiede la partecipazione di circa un centinaio di figuranti, attua la valorizzazione del quartiere dalle reminescenze arabe che lo ospita ed e' un evidente richiamo turistico.

Anche Augusta ha il suo Presepe vivente realizzato presso la contrada di Monte Tauro. Da alcuni anni l’iniziativa di realizzare il Presepe è stata presa dal parroco Don Giuseppe Mazzotta e dai parrocchiani della Chiesa di San Giuseppe Innografo. Il presepe ricorda la natività di Gesù e le tradizioni contadine ed artigianali Augustane. Ai visitatori viene distribuito quello preparato dai figuranti, come ad esempio: ricotta, pane, legumi, formaggi.

La città di Erice – in provincia di Trapani - vive il Natale con estrema partecipazione e coinvolgimento. Come ogni anno, e nel rispetto della tradizione, si ha la manifestazione  "La Zampogna d'Oro", un evento che coinvolge numerosi zampognari provenienti da tutta Italia. La manifestazione, dal chiaro sapore antico che tramanda l'attento lavoro degli artigiani del legno e della pelle, ha un evidente richiamo turistico.

RIFLESSIONI PERSONALI

Natale.  In questo periodo siamo portati a meditare su una verità che è fondamentale per la Fede Cristiana. L’incarnazione di Gesù è la storia più bella che sia stata mai raccontata,  una storia che portò speranza e Fede a un mondo in schiavitù. E’ una storia a noi molto famigliare che abbiamo sentito tante volte. Consideriamo il suo messaggio per affrontare la sfida del mondo di oggi e giustificare la speranza che è in noi. Una comprensione del vero significato del Natale sarà per noi, più che regali, festività e pranzi, la disponibilità,  l’amore, l’umiltà,  l’amicizia, e la solidarietà verso l’altro quello che ci è vicino. Tutto questo se noi sentiamo la vera voce del Natale, e viviamo un po’ del suo spirito. Soprattutto vi sarà l’acclamazione e l’adorazione di Colui che venne per dare pace e buona volontà. Commemoriamo il Santo Natale con questo spirito e andiamo avanti stabilendo questa testimonianza.

“Lu Signuri ti lu paà” era una frase che da bambino sentivo dire alle persone adulte, una frase di ringraziamento usata da chi riceveva un aiuto, un favore. Oggi si direbbe a buon rendere, ma allora molte persone non avevano la possibilità di poter rendere, per cui si disobbligavano tramite l’intercessione del Signore.

Grazie e Buon Natale a tutti voi.

Carmelo Addia.

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