Fraterrigo_miniPubblichiamo una sintesi della lezione di Diritto sul tema I diritti della Terza Età” tenuta dall'Avv. Giovanna Fraterrigo giovedì 19 maggio 2022 presso presso l'Auditorium Comunale "G. Amato". 

Secondo le definizioni oggi maggiormente in uso, si definisce ANZIANO colui o colei che ha raggiunto i 65 anni d’età. Sappiamo tutti, però, che, fortunatamente, l’età media di un uomo si è allungata e, proprio a  causa dell’allungamento medio della vita di un uomo, è arrivata la proposta dal congresso nazionale della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, di aggiornare il concetto di anzianità portando a 75 anni l'età ideale per definire una persona come anziana. Definito il concetto di soggetto anziano, entriamo nello specifico della nostra discussione e scopriamo insieme se essere anziani ha un vantaggio dal punto di vista giuridico o meno.

Personalmente, non parlerei di vantaggi per nessuna fascia d’età, quanto, piuttosto di tutela. La tutela a livello giuridico è un concetto insito già nella parola “diritto”. Tutti gli uomini, nel momento in cui vengono al mondo sono soggetti giuridici a cui vengono riconosciuti diritti. La parola “diritto”, porta con seè in modo speculare il “dovere”, sia del soggetto stesso  verso gli altri uomini, istituzioni, società in generale, sia da parte dello Stato e della società stessa nei confronti del soggetto giuridico. Un concetto di diritto-dovere che si afferma per ogni età dell’individuo e che cresce o si comprime durante l’arco dell’esistenza del soggetto stesso.IMG_8426

Tutto il nostro ordinamento giuridico è preordinato a garantire pari dignità ed uguaglianza agli individui in quanto soggetti giuridici. Ma se dovessimo cercare delle norme costituzionali, o del codice civile o penale dirette proprio alla fascia di età degli anziani, non le troveremmo.

 Gli anziani sono indiscutibilmente il pilastro della Società odierna, perché grazie a loro, sempre più spesso le famiglie moderne possono crescere i figli senza per forza lasciarli a baby sitter o in asili nido, mancanti soprattutto al Sud Italia; un aiuto, il loro, non solo fisico, ma anche direttamente materiale, economico. Perché, oltre a farci risparmiare in rette di istituti-parcheggio, spesso intervengono in modo diretto in aiuto dei loro figli che non riescono ad avere una situazione lavorativa stabile che consenta loro di vivere dignitosamente.

IMG_8437Frequentemente, però, anche gli anziani stessi, i nostri stessi genitori, non hanno una capacità economica tale da consentire loro di aiutare i figli, né tantomeno di poter far fronte alle proprie necessità  primarie in modo sereno, e pur godendo di buona salute, hanno redditi bassi frutto di pensioni davvero minime,  oltre al fatto che l’età anziana presuppone, in alcuni casi, anche un indebolimento fisico e mentale che rende il soggetto incapace, in tutto o in parte, di svolgere in modo autonomo la propria vita.  Ecco, in questi casi, interviene la Legge che prevede una serie di tutele con cui lo Stato e tenuto ad assistere e  sostenere questi soggetti nel momento in cui possono essere più fragili e vulnerabili. Un diritto, quindi, quello dell’anziano ad una assistenza da parte dello Stato che, ritorna il concetto di prima, ha il dovere di intervenire a sostegno. Tale dovere, però, è bene sottolinearlo, non è solo dello Stato ma anche dei figli, della famiglia del soggetto anziano in difficoltà.

Cerchiamo nel nostro ordinamento giuridico se vi sono norme che tutelano in modo specifico la fascia d’età dai 65 anni in su.

Partiamo dalla COSTITUZIONE. La nostra Costituzione non contempla una tutela specifica dei diritti delle persone anziane e si è limitata a prevedere misure assistenziali in caso di vecchiaia (Vedi art. 38 Costituzione Italiana). Anche per questo, in anni più recenti si è pensato di ovviare a questa mancanza, ad esempio introducendo all’articolo 3, tra i fattori di non discriminazione “l’età”. E’ doveroso però precisare che anche se non prevede in modo espresso una menzione particolare per le persone anziane, esige che sia sempre assicurata una tutela giusta, equa, e una promozione ai loro diritti con rispettivo adempimento di precisi doveri nei loro confronti.

Ed infatti, dal momento che gli anziani sono parte importante, un pilastro della nostra Società, in quanto tali anche alla loro tutela è rivolto l’articolo 2 della Costituzione laddove sancisce  i “doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”; così come il già citato articolo 3 della Costituzione che “Impone” alla Repubblica di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Ma allora quale o chi può essere il bastone della vecchiaia, umano e sociale, per questa categoria di soggetti? Interviene lo Stato con una serie di norme, non proprio direttamente rivolte agli anziani, che prevedono una serie di aiuti e tutele per questa categoria.

  1. DIRITTO DELL’ANZIANO AD ESSERE ASSISTITO DAI PROPRI FIGLI.IMG_8447
  2. LA DEMENZA SENILE ED IL DIRITTO DELL’ANZIANO ALL’ASSISTENZA
  3. I DIRITTI DEGLI ANZIANI MALATI DI ALZHEIMER.
  4. L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO
  5. INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO.
  6. LA LEGGE 104/92
  7. IL DIRITTO DI NON PAGARE L’IMU PER COLUI/COLEI CHE VIVE IN UN RICOVERO.
  8. DIRITTO ALL’ESENZIONE DEL TICKET SANITARIO
  9. quanto tali, ma, piuttosto, forme di tutela ed assistenza nei confronti dell’anziano ammalato o non autosufficiente.

L’Unione Europea, invece,  nella CARTA dei diritti fondamentali, nata nel 2000, ha sancito una tutela specifica per le persone anziane. Leggiamo l’ articolo 25 della Carta dei diritti fondamentali, quello che a noi maggiormente interessa:

 “L’Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone anziane di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale”.

Questa è la base giuridica normativa da cui partire per rispondere a livello normativo alle numerose necessità o bisogni espressi dalla fascia d’età oggetto oggi di analisi: la terza età.

A tale scopo, in Italia, nel 2014 nasce la CARTA PER I DIRITTI DELLE PERSONE ANZIANE E I DOVERI DELLA COMUNITA’. E’ il risultato del lavoro della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria degli anziani, istituita presso il Ministero della salute, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia, per rispondere alle numerose sollecitazioni intervenute da parte degli stati membri dell’Unione europea e non solo, e declinare così alcune norme internazionali all’interno del nostro ordinamento.

IMG_8496La CARTA PER I DIRITTI DELLE PERSONE ANZIANE E I DOVERI DELLA COMUNITA’. da un lato ha lo scopo preciso di incidere nel nostro ordinamento prospettando al legislatore principi fondamentali che possano essere riconosciuti formalmente in atti normativi, dall’altro lato offre specifiche indicazioni di ordine organizzativo ed operativo a tutte le istituzioni ed operatori chiamati a prendersi cura delle persone anziane.

Potrei farvi un excursus di tutti i documenti internazionali che sono stati raccolti nei vari anni e richiamati proprio dalla CARTA in esame, ma vi annoierei; mi limito solo a dirvi che la CARTA ha uno scopo precipuo e cioè far conoscere alle persone anziane i loro diritti fondamentali, così da averne piena consapevolezza, e i doveri che gravano su tutti coloro che entrano in relazione con la loro fascia d’età…figli compresi.  Per questo l’auspicio della Commissione è che, da subito, la Carta venga tradotta in una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per orientare le pubbliche amministrazioni.

Il nostro Governo attuale, guidato da MARIO DRAGHI HA ACCOLTO FAVOREVOLMENTE IL LAVORO svolto dalla Commissione e sosterrà la proposta di intervento.

La Carta si divide in tre capitoli: “Per il rispetto della dignità della persona anche nella terza età”; “Per un’assistenza responsabile”; “Per una vita attiva di relazione”.

Il nostro augurio è che venga adottata al più presto ma, ancor di più che non ci debbano essere più leggi ad hoc per categorie di soggetti tendenzialmente fragili.

Avv. Giovanna Fraterrigo

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