Pubblichiamo un riassunto della lezione del 27 febbraio 2012 dell'Archiettto Giuseppe Cassisi dal tema "I forti Garcia e Vittoria"

Curriculum di Giuseppe Cassisi

cassisi_1 Laurea in Architettura – Votazione 110/110 presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, Facoltà di Architettura.

Da novembre 1988 a settembre 1989 presso Consorzio “Agorà” – Roma Valorizzazione dei Beni Culturali, Architetto catalogatore, Caposquadra linea storica; responsabile ricerche sui centri storici

Da ottobre 1989 a febbraio 1990 presso Ross S.p.A. – Milano, Docente nel corso per “Operatori del restauro e della Manutenzione dei Centri Storici” del Progetto “ANCIFAP-Regione Siciliana”, Insegnante nei Corsi di Formazione Professionale

cassisi_2Da settembre 1990, Architetto Libero Professionista, Progettazione e Direzione Lavori di architettura, restauro ed ingegneria civile

Da febbraio 1990, Docente di Storia dell’Arte e di Disegno e Storia dell’Arte negli Istituti Secondari Superiori.

 

 

Don García di Toledo y Osorio, Vicerè di Sicilia

  • Figlio di Pedro Alvares de Toledo e Maria Osorio de Pimentel
  • cognato di Cosimo I de' Medici che sposò la sorella Eleonora. Questi doveva inizialmente sposare l’altra sorella Isabella, ma da un lato la dote richiesta era troppo onerosa, dall’altro il diplomatico mediceo Niccolini descrisse Isabella brutta e notoriamente sciocca.(Ritratto di Eleonora del Bronzino)
  • Garzia sposa nel 1552 Vittoria Colonna figlia di Ascanio duce di Paliano e nipote di quella Vittoria Colonna poetessa e amica di Michelangelo che la ritrae in un celebre disegno.

Nell’ambito del Regno delle Due Sicilie e nel panorama del Mediterraneo Occidentale assume grande rilievo la figura di don Garcìa di Toledo, vicerè di Sicilia e comandante generale del mare, per la sua decisiva azione politica svolta in particolare in questo scacchiere. L’autore attraverso un profilo biografico ne traccia le tappe più salienti e più contigue all’Ordine di San Giovanni.

Nato a Villafranca di Bierzo (Lèon), in Spagna, nel 1514,, sposò donna Vittoria Colonna dei Duchi di Pagliano, dalla quale ebbe otto figli. Figura patriarcale, cosciente di essere erede e portatore di una stirpe, fu uomo di stato, militare e di mare.

Allievo di Andrea Doria, divenne, a soli 21 anni, Capitano Generale delle Galee di Napoli, partecipando subito alla vittoriosa battaglia di Tunisi e alla Campagna di Algeri.

Contrastò quindi la controffensiva Turca e Berbera unendosi alle flotte della Santa Sede, dell’Ordine di Malta e di Genova, intraprendendo attacchi sulle coste e isole greche fino ad impadronirsi del bottino che il corsaro Barbarossa intendeva consegnare al Sultano, catturando le rispettive navi ed accolto poi in modo trionfale nella città di Messina.

Tra le sue più brillanti azioni di guerra si ricorda la conquista dell’inattaccabile città di Mehedia, base del pirata Dragut, capitolata grazie alla realizzazione della sua ingegnosa idea della “batteria volante”, una sorta di potente piattaforma creata tra due galee, provvista da nove cannoni nascosti da un parapetto.

Nel 1564, divenuto Capitano Generale del mare con il comando delle squadre di Spagna, Napoli, Sicilia e Genova, fu nominato da Filippo II, su suo espresso suggerimento, Vicerè di Sicilia.

Con l’assunzione di questo doppio incarico, la sua azione di contrasto all’espansione musulmana nel Mediterraneo orientale si fa più ardua ed incisiva fino all’intervento decisivo della sua flotta durante il grande assedio di Malta.

Raggruppate trenta navi da sbarco nel porto di Messina, sferrò contro le soverchianti forze musulmane che cingevano d’assedio Malta l’attacco che fece capitolare definitivamente la flotta del Sultano. Filippo II scriveva a don Garcia “Questo servizio è stato tanto prezioso per il bene della cristianità e dei nostri stati e signori, che mi avete dato un nuovo obbligo, e così potete stare certo che vi onorerò”

Morì a Napoli nel 1578; la storia lo ricorda, conclude l’autore, come colui che nella sua epoca fu considerato il più grande comandante di Spagna.


Augusta metà del 16° secolo
  •  Assalti turchi e barbareschi per tutto il secolo
  •  necessità di fortificare ma pochi soldi
  •  Don Garzia costruisce i forti nel 1566-1567 dopo che la città è passata al regio demanio
  •  Progetto di Giovanni Antonio del Nobile regio ingegnere militare morto durante la Battaglia di Lepanto
17°-18° secolo
  •  Impiego dei Forti: 1675 assedio e presa francese da parte dell’Ammiraglio Vivonne.
  •  Nel 1702 tutta l’isola viene circondata dalla muraglia difensiva. I forti vengono man mano abbandonati.
  •  Nel 1743 epidemia di peste
19° secolo
  •  carceri per certo nel 1828 fino al 1849
  •  nel 1836 ancora lazzaretto per l’epidemia di colera separatamente per detenuti e ammalati
  •  Forte Vittoria ospedale nel 1850
20° secolo
  • Tra le due guerre assegnati alla M.M. che li usa come polveriera.

                              Giuseppe Cassisi



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