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05 Dicembre 2025
Pubblichiamo la sintesi della relazione ai soci del 20 novembre 2025 a cura del dr. Giuseppe Caramagno, fondatore e presidente emerito della nostra associazione.
Egli porge un affettuoso grazie ai presenti tutti, e dà il benvenuto nella associazione ai nuovi iscritti; per essi, invita i soci presenti a porgere un caloroso applauso. Altresì un caloroso applauso, chiede di indirizzare all’ex socio Sig. Sebastiano Ciccarello già novantaduenne, eccezionalmente invitato e impossibilitato a essere fisicamente presente
Il relatore fa presente di considerare la conversazione della serata, una continuazione logica di tutte le sue precedenti, curate e offerte ai soci nel corso dei lunghi anni di presenza unitrina; in particolare, di considerare quanto dirà, la continuazione logica e conclusiva della sua relazione in aula, del 21/11/2024 avente ad oggetto:
“Riscoprire e vivere per sempre la straordinaria e meravigliosa avventura della vita con la collaborazione dell’Unitre di Augusta”
L’oggetto della presente conversazione
“Aiutiamoci per vivere meglio:
- riflessioni sulla terza età;
- proposte della nostra Unitre aperte ai soci e ai concittadini.”
Nell’economia del tempo programmato, per i nuovi soci eviterà di informarli sull’associazione. A breve loro avrebbero ricevuto un pieghevole informativo sull’Unitre di Augusta , comprensivo dello statuto sociale, dei vari laboratori di attività offerti ai soci e delle numerose discipline oggetto delle attività culturali annualmente proposte.
Nel detto pieghevole in particolare viene evidenziato:
- che i valori fondanti delle Unitre italiane sono: “Cultura – Umanità – Solidarietà”;
- che i soci dovrebbero sentire il dovere morale di privilegiare “l’essere” “all’avere”;
- che i soci Unitre “aggiungono vita ai loro anni” a mezzo della partecipazione attiva alla vita dell’associazione e con la quotidiana pratica dei doveri morali che essa suggerisce.
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Il presidente emerito testualmente ha così proseguito: “Consentitemi di dire che dovremmo essere umilmente orgogliosi di essere soci della nostra dell'Unitre.
Nel variegato panorama nazionale delle associazioni di volontariato di promozione sociale, posso assicurarvi, che le Unitre italiane sono veramente ''particolari e speciali" nell'essenza del loro obiettivo primario. Esse si adoperano per privilegiare e fare emergere nel socio/a "l'essere rispetto all'avere".
In particolare, con nome diverso, da oltre quindici anni, tra i diversi laboratori attivati, il “laboratorio sociale dì conversazioni e condivisioni di vita", del quale sono responsabile e coordinatore, ha avuto verso i soci partecipanti, l'obiettivo di far maturare in loro, e tramite loro in tuti i soci e nella società locale, la cultura del raggiungimento individuale del "Vivere e diffondere la gioia piena, pur e con le difficoltà della vita.".
Detto laboratorio accentua la specificità della nostra associazione, all'interno delle Unitre italiane, e ne conferisce un valore aggiunto, apprezzato dalla defunta fondatrice presidente nazionale Prof.ssa Irma Re e dal suo successore Dr. Prof. Gustavo Guccini, presente alla celebrazione del nostro ventennale.
Quanto fin qui detto, mi permette questa sera di lanciare un grido di allarme per sensibilizzare i nostri soci e la società locale, a prendere atto di una sottile, nascosta e molto deleteria “povertà”. “La povertà dei soggetti della terza e quarta età” che li angustia e toglie loro la serenità, la pace e, a volte, anche la capacità di sorridere. Tale povertà origina:
- dalla paura della sofferenza fisica e/o morale,
- dalla paura della debolezza psicologia,
- dalla paura della solitudine e dell’abbandono,
- dalla paura della morte,
- dalla paura del distacco dalla vita, dagli affetti terreni e del nulla dopo la vita terrena.
Perché tale “grido di allarme” ?
Oggi, nel mondo occidentale, viviamo in una società che non è mai stata tanto benestante in tutta la sua storia, che dispone di possibilità tecniche prima inimmaginabili e che offre delle assicurazioni contro tutti i possibili rischi. Eppure oggi, in continuo aumento in occidente, milioni di persone appartenenti ai soggetti detti, soffrono per pesanti disturbi di origine psicosomatica. nonostante gli enormi progressi anche della scienza medica, farmacologica e strumentale-medica, della scienza psichiatrica e psicologica.
Potremmo dire che essi si sentono insicuri nella loro vita e addirittura accerchiati da fattori ansiogeni oltre a quelli derivanti da anomalie organiche.
Considerato quanto detto potrebbe sembrare quasi naturale ed accettare che la terza età rappresenti e sia il declino dell’uomo. Ciò non è, se non lo vogliamo e la consideriamo alla luce di aspetti umani positivi e, secondo la concezione cristiana della vita, la consideriamo il dono dell’attesa gioiosa e della testimonianza di vita verso le generazioni più giovani.”
Successivamente il relatore si è soffermato sinteticamente su aspetti umani positivi del vivere la terza età sorretta da alti ideali e non vivacchiare in declino.
Proseguendo egli ha evidenziato, secondo l’affermata opinione cristiana, condivisa anche da affermati professionisti del settore, che angosce, depressioni, amarezze, solitudini, senso di insoddisfazioni ingiustificate ecc, ecc...sono spesso sintomi di mancanza di equilibrio e inquietudini della nostra anima che ci richiama a seguire dei sentieri spirituali per giungere a un più intenso rapporto con Dio, in essa presente, e fonte della vera gioia, pace e serenità.
Proseguendo in questa sintesi, testualmente il relatore ha così detto:
“L'uomo, la vita dell'uomo e, le attese dell'uomo sono incomprensibili senza Dio: l'ago della bussola umana punta decisamente verso l'infinito: verso Dio!
Il desiderio di felicità, infatti, è desiderio di Dio.
Sulla mia pelle ho sperimentato quanto vera sia l'espressione di sant'Agostino:
"Il mio cuore non riposa in pace se non riposa in te".
Egli prosegue dicendo: “mi permetto ricordare ai presenti che nella mia relazione in occasione della celebrazione del ventennale, dichiaravo che dopo di esso, sarebbe stato opportuno “andare oltre” e quindi mi adopererò, con proposte e il coinvolgimento del Direttivo dell’associazione, in tal senso Nello specifico, in conformità allo statuto sociale, tentare un salto di qualità adoperandoci a fare maturare nei soci e tramite essi nella città, in particolare negli ultrasessantenni, il valore aggiunto dell’Umanesimo cristiano rispetto a quello filantropico.”
Al fine detto, il relatore cita le seguenti altre sue conversazioni in aula con i soci:
- “Diffondere la cultura dell’umanesimo cristiano a favore dei diversamente abili, degli svantaggiati, dell’infanzia e dei soggetti della terza età”.
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- “Confessione e testimonianza, a cuore aperto, del mio vivere a colori con la nostra Unitre locale.“,
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- “Importante ruolo degli ultrasessantenni, valido in tutti i tempi, per espandere la cultura dell’umanesimo cristiano a beneficio dei soggetti della terza età e delle nuove generazioni.”.
Facciamo sintesi circa quanto egli ha detto circa l’Umanesimo cristiano. “L’umanesimo cristiano e la sua cultura originano da Gesù Cristo, uomo storico e Figlio di Dio Padre”. Esso va quindi ben oltre l’Umanesimo filantropico.
ll papa Paolo VI, nel suo ruolo, ne fu fervido propositore.
Ad egli si ispirarono i successivi pontefici, fino al recente deceduto papa Francesco che promuove:
** “Una Chiesa italiana non potente, ma inquieta, vicina agli abbandonati e sostiene una fede rivoluzionaria che cambi il mondo”.
· **E dice anche: “Non voglio promuovere in astratto un «nuovo umanesimo», una certa idea dell'uomo, ma presentare con semplicità alcuni tratti dell'umanesimo cristiano che è quello dei «sentimenti di Cristo Gesù» (Fil 2,5).
Tra questi egli ne evidenzia due: ll primo è l'umiltà, il secondo è il disinteresse..
Avviandosi alla conclusione il relatore invita i soci e quanti seguono il nostro sito web a rileggere le conclusioni della sua conversazione del 21/11/2024:
“Riscoprire e vivere per sempre la straordinaria e meravigliosa avventura della vita con la collaborazione dell’Unitre di Augusta”.
Quindi il dr. Caramagno conclude la conversazione invitando calorosamente i soci e quanti concittadini lo volessere, ad amplificare con l’Unitre di Augusta il “Grido di allarme” per “La povertà dei soggetti della terza e quarta età”. Ciò vivendo e diffondendo i valori dell’Umanesimo cristiano.
Egli quindi augura loro di riflettere e maturare, a livello personale, quanto ha suggerito recentemente all’umanità, qualche anno prima del suo decesso, papa Francesco Bergoglio.
La gioia del Vangelo (Esortazione apostolica di papa Francesco)
“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.
Gioia che si rinnova e si comunica Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore». *Ci fa tanto bene tornare a Lui quando ci siamo perduti! Insisto ancora una volta: Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia. *Colui che ci ha invitato a perdonare «settanta volte sette» (Mt 18,22) ci dà l’esempio: Egli perdona settanta volte sette. *Torna a caricarci sulle sue spalle una volta dopo l’altra. Nessuno potrà toglierci la dignità che ci conferisce questo amore infinito e incrollabile. *Egli ci permette di alzare la testa e ricominciare, con una tenerezza che mai ci delude e che sempre può restituirci la gioia.
Il Vangelo, dove risplende gloriosa la Croce di Cristo, invita con insistenza alla gioia.”………………………………………
Leopoldo Mondatore, famoso editore a noi contemporaneo, convertitosi al cristianesimo, dopo anni di suoi intimi e travagliati tormenti, definisce il Vangelo , “il libro mastro della vita”.
Quindi il relatore prima di chiudere la conversazione, per i limiti di tempo disponibili, ha ringraziato con calore umano l’attento e numeroso uditorio che ha risposto con un prolungato applauso.
Egli scusandosi per non avere potuto presentare, quanto indicato in oggetto circa “le proposte della nostra Unitre aperte ai soci e ai concittadini.” le cita semplicemente augurandosi di potere argomentare dettagliatamente a breve. Esse sono:
- riattivazione del “Gruppo donatori di tempo Unitre”;
- proposte di concittadini da inserire nell’Albo di onore dell’Unitre di Augusta;
- nuovi “Gruppi di conversazione e condivisione di vita per spiritoterapia” aperti ai concittadini che ne facciano gratuita richiesta di adesione al Laboratorio sociale, presso l’Aula Magna del “Ruiz” il giovedì alle 17,30, prima dei programmati incontri culturali per i soci.
Pippo Caramagno









